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I Tesori dell’Archeologia: il Castelliere Ligure del Guardamonte

di Maria Sole Cammelli, Nicolò Donati, Alessandro Vandelli

 

Troppo spesso la vulgata confina l’archeologia allo studio del monumento, dell’opera d’arte, dell’oggetto artistico, quasi che la comprensione di un modo di vivere, di una tipologia produttiva possa considerarsi avulsa dal contesto nel quale l’oggetto di studio è inserito. Eppure dovrebbe ormai essere assodato, anche nell’opinione pubblica, il connubio fra paesaggio e archeologia e a questo proposito il sito archeologico del Guardamonte è la sintesi ideale perseguire un approccio integrato ai vari aspetti della disciplina archeologica. Il sito è posto sulla sommità del Monte Vallassa (752 m), fra le valli Staffora e Curone, nel territorio dei comuni di Gremiasco, Cecima e Ponte Nizza, al confine fra Lombardia e Piemonte.

Pur essendo ancora poco conosciuto si presenta come un complesso di enorme valore archeologico, inserito all’interno di un territorio dalla grande bellezza paesaggistica. Il sito inizia a essere indagato alla metà del XX secolo quando furono effettuati i primi scavi sotto la direzione di Felice Gino Lo Porto. L’attuale fase di studio è cominciata nel 1995 ad opera dell’Università degli Studi di Milano sotto la direzione di Cristina Chiaramonte Treré e Giorgio Baratti.

Al di là di alcune fasi di abbandono il sito offre una continuità abitativa che si estende per circa 5000 anni, dall’epoca Neolitica (V millennio a.C.) ai primi secoli dell’impero romano (I-II d.C.). Particolarmente importante si è dimostrata essere la fase caratterizzata dall’insediamento “a castelliere”. Una tipologia abitativa strutturata su terrazzi che interessa quest’area dal XVI secolo a.C. al III secolo a.C., con una fase di abbandono fra il IX e il VI a.C. (in relazione probabilmente con una crisi ecologica che ha portato nel corso del Prima Età del Ferro allo spopolamento di vaste aree dell’Europa). Sul monte Vallassa sono attualmente visibili molte strutture a secco che formano i piani artificiali. Questi muri non avevano tanto una funzione difensiva, quanto piuttosto lo scopo di stabilizzare i versanti per renderli abitabili. D’altronde le costruzioni a secco sono storicamente costruite con questo fine e il loro mancato restauro è una delle concause che porta a quei fenomeni di dissesto idrogeologicotanto frequenti nell’area ligure in questi tempi recenti.

 

Link a sitindi approfondimento:

Sito archeologico del Guardamonte

Ass.Culturale il Castelliere - Archeologia e territorio 

Visite e laboratori

Archeologia sperimentale 

 

Contatti:

Email: infoguardamonte@gmail.com

Telefono: +39 3335989844

Sito web: www.ilcastelliere.wordpress.com

 

 

 

 

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